Percepire l’energia

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percepire 2

La modalità  più semplice per raccogliere l’informazione energetica è quella di utilizzare i sensi nel loro contesto più comune e quindi:

– la visione degli effetti del corretto (o scorretto) fluire dell’energia nel corpo (è su questo che si basa, ad esempio l’iridologia)

– le sensazioni tattili quali calore o freddo, fluire o ostacolo al flusso, velocità o staticità, dolore (e tipologia del dolore percepito) o piacere, percezione più o meno materica dell’energia.

E’ in ogni caso da privilegiarsi la percezione globale della persona che si affida a noi: è in primo luogo un organismo unico, ed emette un’onda specifica, sua, che può essere colta e che varia col variare del suo stato d’animo e dei suoi pensieri; poco rileva a questo punto quale sia l’organo fisico che ci sembra di utilizzare maggiormente, non essendo questa percezione di tipo fisico ma, appunto, energetico.

E’ importante anche la percezione più localizzata, in quanto, nel contesto generale di percezione della persona come un unico organismo, sono normalmente per noi maggiormente rilevanti delle singole aree: vuoi perché sono doloranti, vuoi perché noi attribuiamo a quell’area un significato particolare, vuoi perché giungono alla nostra attenzione durante il trattamento. Possiamo approfondire la percezione di un chakra, di un’articolazione, di un organo: chiaramente in questo caso deve essere possibile ‘connettersi’ maggiormente con queste aree del corpo, senza perdere il contatto complessivo con la persona di fronte a noi.

La percezione è poi un processo maggiormente passivo che attivo: giunge a noi l’informazione senza che la ‘cerchiamo’ perché è già disponibile, va solo raccolta, ascoltata, guardata, soprattutto nel contesto della percezione globale, nella percezione più localizzata c’è una maggiore finalizzazione dell’ascolto, ma è comunque un processo soprattutto ricettivo.

Inoltre l’osservazione è soprattutto analogica, piuttosto che digitale: l’energia si presta facilmente ad essere percepita come onda. Di nuovo la percezione localizzata può giungere a cogliere dei ‘quanti’ (non inteso in senso scientifico) di energia, ma sempre in un flusso ed in un contesto, appunto, ‘energetico’ e ondulatorio.

E’ interessante sottolineare come l’emissione e la ricezione dell’energia sia un unico processo: percepire l’energia della persona davanti a noi significa entrare in contatto energetico con lei. L’energia non ha una ‘direzione’, quando sviluppiamo un contatto cosciente con un sistema vivente stiamo, al contempo, ricevendo ed emettendo. La percezione dell’energia, quindi, è un processo in cui entriamo in contatto attraverso la nostra energia con l’altro, mentre ogni processo di trattamento energetico è un processo in cui, al contempo, riceviamo informazioni energetiche da lui o lei: l’energia quando viene osservata anche scientificamente non ha una ‘direzione’, è un campo.

Si può parlare quindi anche di osservazione attraverso l’energia, in quanto può facilmente accadere che durante il trattamento giungano delle informazioni sui pensieri, le emozioni, i desideri del nostro partner.

Il canale tradizionalmente deputato all’emissione ed alla ricezione delle informazioni energetiche è quello che dal cuore giunge alle mani attraverso le braccia: da qui le carezze affettuose, la stretta delle mani in Chiesa e negli affari, le benedizioni offerte dai Maestri col palmo della mano; questo è anche il metodo che io considero più semplice per sviluppare la percezione energetica: attraverso il contatto fisico delle mani sul corpo del cliente è possibile facilmente raccogliere un gran numero di informazioni sensoriali, che già di per se possono guidare nella pratica e che naturalmente poi, col tempo, passano a veicolare informazioni più sottili e pregnanti.

E’ peraltro possibile, ed anche in alcuni casi consigliabile, emettere energia a prescindere dalle mani, ad esempio direttamente dal cuore (anahata chakra), dalla testa (ajna chakra), con la voce (mantram e suoni di guarigione); contestualmente è possibile raccogliere informazioni, come abbiamo visto, senza le mani, attraverso i sensi o anche semplicemente con la sola intenzione: ogni processo del nostro corpo è un processo energetico e quindi le vie di comunicazione per il fluire (inbound e outbound) dell’energia sono molteplici.

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