Spunti per la pratica

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II compito del counselor, in generale, è quello di seguire il processo vitale in atto con le possibilità che ha: non certo di guidarlo o di indirizzarlo. In alcuni casi è corretto e necessario provare a ‘costruire’ qualcosa, adoperarsi perché l’energia  (o semplicemente il sangue) scorra di più e meglio in una zona, ma l’attitudine ideale è che questo accade perché il contesto lo suggerisce, per cui è un’azione attiva che discende da una ricezione di informazioni; e se le informazioni sono raccolte dalle mani che ‘sanno dove andare’ ci si può fidare.

Infatti ‘la fiducia’ nella propria capacità di percezione è essenziale nel counseling energetico: se sento qualcosa ma ‘non mi fido’, blocco il processo, le mani si fermano e ho bisogno di ritrovare il flusso di informazioni per ripartire; posso anche avere fiducia in tecniche e ‘protocolli’ che ho imparato, e questo chiaramente offre un supporto, ma è la fiducia in me, o meglio in quello che sto facendo al momento, che mi offre il sostegno migliore. Abbiamo detto che è anche importante essere vigili sulle informazioni deviate che posso raccogliere: in gran parte questo va risolto prima, nel percorso di preparazione che è propedeutico, ma anche nello stesso momento fiducia e attenzione possono coesistere; direi anzi che è una stessa attitudine, quella centrale, che non cade né nella paura né nella presunzione.

PASSI CONCRETI

Quando la richiesta che ci viene fatta è limitata (‘ho male ad una caviglia’, ‘mi faresti un massaggio alle cervicali’) l’intervento è ovviamente localizzato anche se è possibile che sia necessario estendere l’attenzione ad una zona più ampia, che può arrivare a tutto il corpo, per rispondere alla necessità locale. A maggior ragione quando la richiesta è più generale (‘sono profondamente stanco’, ‘ho un problema con le relazioni d’amore’) l’attenzione è ovviamente complessiva.

Nell’approccio che stiamo considerando conviene chiedere al cliente di liberare il corpo dai vestiti, rimanendo in biancheria, ed è quindi opportuno essere in un luogo che sia al contempo confortevole e riservato. Tradizionalmente si utilizzano degli olii (tradizione egizio-essena di Daniel Meurois) ma può andare benissimo anche una crema idratante, magari preziosa per i suoi principi naturali, o anche nulla. La crema aiuta sia a distendere e nutrire i tessuti per il massaggio fisico che a far penetrare più profondamente l’informazione energetica, attraverso il processo di assorbimento fisico della crema ‘informata’.

Spesso conviene partire dalla schiena, che permette al contempo al cliente di rilassarsi (dato il contesto di quasi nudità fisica e la fase iniziale del trattamento) e di ottenere un beneficio immediato; energeticamente inoltre la schiena sembra rappresentare i processi più inconsci (mentre la parte davanti si associa maggiormente a ciò che vediamo e controlliamo) e quindi, di nuovo, è un buon punto di inizio per creare un contesto di maggior rilassamento e fiducia. Se invece le mani desiderano partire da davanti, le seguiamo.

Il primo tocco è quasi sempre concreto, un semplice massaggio alla schiena, andando ad identificare le aree che sono maggiormente tese e distendendo i tessuti, i passi successivi sono la risoluzione delle tensioni individuate in modo fisico o attraverso l’energia: alcuni ‘nodi’ sono soprattutto fisici, altri soprattutto energetici e vanno trattati conseguentemente.

Tra le aree di maggiore interesse sulla schiena sono da segnalare:

– l’area cervicale, fonte di svariati problemi di postura e di tensioni, e sul piano energetico ‘porta di accesso’ alla psiche da parte delle influenze esterne

– le aree dorsali di ognuno dei chakra : anahata in primis, ma anche vichudda, manipura, svadistana e muladhara. Nella mia pratica lavoro spesso su anahata e nel bilanciamento dell’alto (cervicale) e del basso (lombare) senza andare, a meno che non percepisca una richiesta precisa, sugli altri chakra in modo specifico.

– tutta l’area ‘lombare’, comprendendo le ultime vertebre e la zona genitale, fonte dell’energia basica di ognuno di noi. Chiaramente la richiesta di privacy del nostro cliente e la delicatezza deve guidare i nostri movimenti in questa zona e nell’area genitale il lavoro deve essere compiuto quasi sempre solo a livello energetico.

– i reni, spesso stanchi in quanto fisicamente filtrano una grande quantità di scorie data la vita e l’alimentazione che tradizionalmente conduciamo, ed energeticamente trattengono o rilasciano le memorie di quanto ci capita, anche a distanza di molti anni; sono ovviamente legati all’acqua, che la scienza ha ultimamente correlato proprio alla memoria delle informazioni energetiche e fisiche.

Successivamente possiamo scendere verso le gambe, che rappresentano energeticamente e posturalmente il nostro radicamento a terra, la nostra capacità di sostenerci e consolidare.

Nelle gambe le aree di maggior interesse coincidono con le articolazioni (le connessioni) e quindi:

– le anche, che soprattutto per le donne sono un punto molto sensibile e capace di memoria e accoglimento

– le ginocchia, centrali nella rappresentazione mitica sia greca che veterotestamentaria, simbolo di flessibilità

– la caviglia ed il piede nel suo complesso, sintesi di tutta la gamba nel suo essere base e sostegno per il nostro incedere; da segnalare che il piede è inoltre il termine del principale canale energetico e funziona quindi da condotto di scarico dell’energia che viene mossa durante il trattamento.

Chiediamo quindi al nostro partner di girarsi, avendo cura soprattutto nel caso delle signore che il cambio di posizione mantenga la situazione di fiducia e comfort (ad esempio se hanno slacciato il reggiseno per il lavoro sulla schiena).

La parte davanti è tradizionalmente associata alla parte più attiva e conscia ed, in effetti, il nostro cliente sarà molto più sensibile ed ‘aperto’, posturalmente ed energeticamente; qui è facile che dei punti specifici (ad esempio la bocca dello stomaco, o il cuore, o la gola) richiedano una particolare attenzione e concentrino quindi una parte consistente del trattamento.

In generale, in modo speculare a quanto visto per la schiena sui principali chakra, le aree maggiormente rilevanti sono:

– la parte bassa della pancia, sede dell’energia vitale di base e punto di equilibrio posturale del corpo, e tutta la zona intestinale, sede di una grande quantità di problemi fisici odierni

– la bocca dello stomaco, cratere e sfogo delle emozioni

– il plesso cardiaco, ovviamente: il contatto diretto con anahata necessita di una cura e di un’attenzione particolare, in quanto è il vero centro spirituale del nostro cliente; meglio una riservatezza in più che un intervento troppo veloce

– la zona della gola, direttamente correlata all’espressione ed alla parola

– il cranio, sia nella zona occipitale (ajna) che alla sommità (sahasrara)

– il fegato e la milza, centri di grande importanza per la fisiologia fisica ed energetica del corpo umano: il fegato è legato alla capacità di trasformare le esperienze (e le sostanze nutritive) e facilmente vi si trova un deposito di rabbia, mentre la milza è legata all’equilibrio energetico complessivo.

Inoltre sono spesso interessanti anche:

– il naso, i seni nasali e tutta la zona vicina agli occhi in quanto facilmente congestionati dallo stress e dalla tensione

– le spalle, contratte in movimenti innaturali e punto di snodo di tutta la nostra azione nel mondo

QUALCHE ATTENZIONE

L’indicazione principale che può essere data è semplicemente quella di cercare di essere centrati e sereni durante la pratica, in caso contrario il trattamento energetico non può avere luogo nel modo corretto:

– cercare ad esempio di essere a proprio agio a partire dalla postura, che facilmente diviene scomoda

– a livello interiore gestire opportunamente scompensi emotivi (paura, rabbia, insofferenza…), come anche un desiderio di ‘essere bravi’ e ‘capire l’altro’: facilmente ci portano fuori dal cuore

– può essere utile realizzare una pratica di visualizzazione o di meditazione all’inizio della sessione, per sentirsi ed essere maggiormente centrati (la più celebre è la Centratura al cuore, presente sia nel reiki che nelle terapie essene)

– qualora ci rendiamo conto di non essere ‘intonati’ è consigliabile staccarci e riprendere contatto con noi, cercando nuovamente l’equilibrio

– è consigliabile preparare la stanza in modo che abbia luci soffuse e gradevoli (non al neon ad esempio), sia stata areata sufficientemente (specialmente fra due trattamenti) e se graditi abbia la luce di qualche candela e\o un filo di incenso, entrambi strumenti utilizzati fin dall’antichità per pulire e trasformare l’energia della stanza; è poi sempre possibile, realizzare pulizie energetiche della stanza, quando se ne senta la necessità

– al termine del trattamento è consigliabile lavarsi le mani in acqua corrente; nei casi di un lavoro che abbia mosso l’energia in modo sensibile può essere opportuno consigliare al cliente di prendersi una mezzoretta di riposo, ad esempio facendo un gradevole bagno caldo col sale grosso oppure passeggiando all’aria aperta ed al sole.

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