Il campo energetico del cervello

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Il nostro cervello genera un campo magnetico, rilevabile e misurabile.

Che influisce sul nostro umore, sul nostro equilibrio bio chimico, sulle funzionalità cellulari.

Infatti varie tecnologie già diffuse da tempo, quali ad esempio la magnetoencefalografia, sono in grado di raccogliere informazioni sulle funzionalità del cervello senza entrare in contatto con il cranio, ma solo rilevando il campo magnetico cerebrale.

Un’altra tecnologia medica non invasiva, la stimolazione magnetica transcraniale (TMS), genera un campo magnetico esterno alla testa per stimolare l’attività elettrica nella parte del cervello che è l’obiettivo dell’indagine.

In uno studio del 2003, dei ricercatori australiani hanno scoperto che quando utilizzavano la TMS per incrementare l’attività neurale dell’area cerebrale attiva negli autistici sapienti, potevano migliorare la capacità di disegnare di alcuni dei soggetti della loro ricerca.

Nel 2000 alcuni ricercatori dell’Università di Yale scoprirono che la TMS riduceva le allucinazioni auditive negli schizofrenici.
L’utilizzo più comune della TMS è il trattamento della depressione resistente ad altre terapie.

Più di trenta studi pubblicati hanno scoperto che la TMS può essere di aiuto in caso di depressione resistente ai trattamenti, il che ha portato alla decisione della Food and Drug Administration di autorizzare l’uso della prima apparecchiatura TMS per il trattamento della depressione nel 2008.

Nel 2012 uno studio pubblicato in «Depression and Anxiety» nella Wiley Online Library ha confermato l’efficacia della TMS per la cura del disturbo depressivo grave (MDD) in ambiente clinico. Il rapporto, che riassumeva dati raccolti da quarantadue sedi di pratica TMS negli Stati Uniti che avevano curato trecentosette pazienti affetti da MDD, aveva riscontrato tra i pazienti un tasso di risposta positiva del 58 per cento e un tasso di remissione del 37 per cento.

Da queste ricerche  appare chiaro che il cervello genera e risponde a “campi” energetici che possono influenzare il comportamento delle cellule e l’espressione dei geni, e alterare la percezione, l’umore e il comportamento.

Per giunta, il campo mentale è responsabile del rilascio e della diffusione di neuropeptidi e di altri neurotrasmettitori che controllano l’attività genetica e cellulare.

Fonte : Scienza e conoscenza.

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